ARZACHENA, LA SCALINATA ARCOBALENO ILLUMINA IL BORGO

Il progetto, realizzato da Manuel Marotto, è un lungo arcobaleno che ricopre l’intera scalinata che porta alla chiesa di Santa Lucia

 

Da qualche parte, oltre l’arcobaleno. Così cantava la giovane Judy Garland nel celebre Il Mago di Oz. Eppure, da qualche parte, ad Arzachena, quella lunga scia di colori accesi si trova sotto i nostri piedi. Non ci credete? È sufficiente aprire il vostro social di riferimento, fare un giro sulle bacheche dei vostri contatti, e troverete la risposta a qualunque dubbio. Certo, un po’ di stordimento è più che comprensibile. È come se, dopo una giornata di pioggia, un arcobaleno abbia deciso di stendersi per un momento sulle scalinate di Arzachena, concedendosi un periodo di riposo. Un evento piuttosto insolito, bisogna dirlo. Ma è altrettanto vero che l’estate è di tutti, ed è rivolto anche ai classici fenomeni atmosferici che accompagnano le nostre giornate. Senza nuvole e lampi all’orizzonte, non ci sono davvero alternative.

Questa piccola “sosta” lungo le vie di Arzachena ha avuto un piacevole effetto sulla popolazione e sui turisti. Lo dimostrano le foto pubblicate sui social, e i video della città vista dall’alto, ottenuti grazie a dei droni. Con queste gradazioni di colori che ripercorrono tutta la scalinata della chiesa di Santa Lucia, il borgo di Arzachena ha trovato una nuova fonte luminosa, pronta a illuminare gli scatti di quest’estate.

La scalinata arcobaleno di Manuel Marotto

Ci si sente davvero come la protagonista del racconto di Victor Fleming. Il merito di questa onda di colori porta la firma di Manuel Marotto, che sotto la richiesta del Comune di Arzachena ha deciso di realizzare Colorfall – una cascata di colori, ottenuta usando vernici di origine naturale. Un’opera che, come il brano de Il Mago di Oz, trasmette speranza al primo impatto. Cambiano le percezioni, ma il senso del messaggio è lo stesso. Il passaggio di testimone è avvenuto in una delle fasi più delicate della storia moderna. L’emergenza sanitaria ha fermato qualsiasi contatto con il mondo esterno. Si poteva uscire solo per i beni di prima necessità. Tutto il resto si è bloccato, perdendo tutta la sua energia vitale. Eppure, il lockdown è stata un’occasione ghiotta di riflessione, in cui si è saputo dare il giusto peso alle cose. Come nelle fasi più buie e tempestose, è in quel momento che si manifesta il fenomeno dell’arcobaleno, mostrandosi con i suoi colori quando era il grigio a dominare la scena.

Ph Marcello Chiodino

In mezzo al granito che avvolge il borgo di Arzachena, l’attenzione è tutta rivolta a questi 76 gradini multicolore. Dove porterà questa scalinata? Una volta sfiorato l’ultimo scalino del Colorfall, il primo impatto lo regala il paesaggio. Trovandosi in alto, è possibile scorgere l’intera città, passando dagli orti, i vigneti, fino alla florida vegetazione che contribuisce a creare un’atmosfera estiva. Il secondo è offerto da alcuni monumenti storici e archeologici.

Il fiore all’occhiello di Arzachena è Il Fungo (Monti Incappiddhatu), uno sperone roccioso in granito che veniva usato sin dal Neolitico come rifugio fino all’età romana. Un’attrazione da non perdere è la Chiesa di Santa Maria della Neve, costruito in granito nel 1776 dal re di Sardegna Carlo Emanuele III e da Vittorio Amedeo III di Savoia. L’architettura tipica del Razionalismo italiano rappresenta l’ultima grande trasformazione della città moderna, presente sia in Piazza Risorgimento, il centro nevralgico di Arzachena, sia al Palazzo Ruzittu, la sede ufficiale del Municipio. (Riccardo Lo Re)