BMW M3 E M4, LA GENERAZIONE NON CAMBIA

35 anni dopo il loro debutto, la grinta di questi due modelli permette di raggiungere prestazioni mai raggiunte prima d’ora

Sono passati 35 anni, ma la potenza che si cela dietro a queste auto sembra è sempre la stessa. BMW con la generazione M sport è riuscita a creare un’identità difficilmente equiparabile alle altre. Chi possiede questi modelli è conscio di avere in mano sia la tradizione, l’eleganza, e la filosofia BMW, che la sagacia, la resistenza, la furia di una versione unica nel suo genere. Le nuove BMW M3 e M4 sono le ultime nuove arrivate di questa grande famiglia sportiva, che ha sempre alzato l’asticella delle prestazione senza mai sacrificare un punto fondamentale della storia di questa azienda: la sicurezza.

Dunque cos’hanno di così speciale queste due grandi bellezze? L’aggressività unita a una stabilità di prestazione che si serve delle ultime tecnologie sul mercato, l’ultima delle quali ha il nome xDrive. Il principio secondo cui un auto performante debba solo raggiungere alte prestazioni non basta davvero più. Per entrare su queste auto a trazione posteriore bisogna tener conto che è l’esperienza di guida il punto di partenza che porterà poi a ottenere risultati sorprendenti. Le BMW M3 e M4 imparano in fretta a correre in strada, assaggiando ogni tornante, ogni singolo dislivello mantenendo costante la propria potenza. Merito ovviamente delle messa a punto durante il programma di test per l’auto da corsa BMW M4 GT3, trasferite poi su questi nuovi modelli commerciali. Nel caso delle versioni base si parte da un motore a sei cilindri M TwinPower Turbo da 480 cavalli che permette di arrivare a 100 in 4,2 secondi, con cambio manuale a sei marce. E ancora non si è parlato della più grintosa, la Competition, che con i suoi 510 cavalli di potenza che limano ancora di più quell’accelerazione da fermo, in soli 3,9 secondi grazie a un cambio M Steptronic a otto rapporti.

Sulle versioni Competition ci sta una novità in più che è il sistema xDrive, debuttato ufficialmente su una BMW M5 nel 2017. La natura di base non cambia.    Ma il conducente potrà avere delle valide alternative a seconda del suo stile di guida, che potrà passare da una trazione posteriore a una integrale grazie all’Active M Differential e al controllo dinamico della stabilità. Ciò permette una distribuzione completamente elastica della coppia motrice, senza alcuna perdita di potenza, soprattutto in condizioni di minor aderenza sull’asfalto. E con un un incremento di prestazioni. Con il sistema xDrive BMW si diminuisce ulteriormente il tempo nello scatto, passando da 0 a 100 in soli 3,4 secondi. Certo, se uno desidera spingere la potenza oltre ogni limite, potrà farlo cambiando dalla modalità 4WD, 4WD Sport a 2WD, disattivando il controllo di stabilità.

Ma le sfide non si fermano qui. Come afferma Massimiliano Di Silvestre, Presidente e AD di BMW Italia, ci saranno ulteriori novità in arrivo: «proporremo, infatti, un’interpretazione completamente nuova del caratteristico M feeling. L’elettrificazione sarà la base di partenza. Durante il 2021, la nostra divisione BMW M GmbH presenterà per la prima volta un’automobile ad alte prestazioni a propulsione elettrica».

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