CINEMA E MOTORI, BINOMIO INSCINDIBILE

Dai film di James Bond a quelli di Austin Power la BMW ha sempre avuto un’attenzione speciale nei progetti cinematografici di spessore.

La roadster della Casa Bavarese non ha bisogno di presentazioni. La nuova versione, più potente e di dimensioni maggiori, è l’auto perfetta per esprimere al massimo la voglia di libertà e di viaggiare, e dare quel piacere intenso di muoversi e conoscere, perché «solo chi non ha viaggiato è pieno di pregiudizi», come scriveva Carlo Goldoni. Un’auto fatta per essere anche ammirata e, per chi la guida, farsi ammirare e che non potrebbe essere migliore: aperta, sportiva e senza compromessi. Con la potente dinamica di guida e il design innovativo, ha un unico obiettivo: raggiungere la libertà in equilibrio tra strada e cielo. Un’auto che guarda al futuro e dal passato, cinematografico interessante. Infatti la versione precedente della BMW Z4 è stata la star indiscussa di vari film, come Stormbreaker e anche di una serie di corti prodotti proprioo dalla Bmw per internet con la collaborazione di famosi registi hollywoodiani quali Guy Ritchie, Alejandro Gonzales Inarritu, John Frankenheimer, Tony Scott,  John Woo e Clive Owen, come attore protagonista nella parte del “Guidatore”.

In Stormbreaker diretto da Geoffrey Sax, e tratto dall’omonimo bestseller di Anthony Horowitz, un giovane agente segreto, Alex Rider, interpretato dal debuttante Alex Pettyfer, si comporta proprio come un neo James Bond: il suo compito è salvare il mondo. La pellicola, in cui hanno lavorato attori come Ewan McGregor (Trainspotting, Star Wars) e Mickey Rourke (9 settimane e ½, Sin City), uscita nel 2006, è stata una vetrina per molti modelli d BMW presenti in varie scene iconiche. Come quella in cui Ewan McGregor , nel film llo zio del protagonista, sfugge all’inseguimento da parte di gangster a bordo di una BMW Z4.

La serie di film per internet, The Hire è stata un vero successo. Oltre 100 milioni di internauti hanno visto la serie online, iniziata nel 2001 e che ha cambiato il modo di far cinema per la pubblicità. Oltre a far rinascere il cortometraggio come forma artistica. Non per nulla sa serie è stata inserita nella collezione permanente di film del MoMa, il Museo di arte moderna di New York. Quelli che seguono hanno tra i protagonisti la BMW Z4 3.0i

In Beat the Devil (con James Brown, Gary Oldman Danny Trejo, un cameo di Marilyn Manson, diretto da Tony Scott) l’Autista viene chiamato da James Brown, che va incontro al Diavolo per rinegoziare il patto che aveva fatto da giovane nel 1954 in cui donava la sua anima in cambio di fama e fortuna. Egli è preoccupato per la sua età e per il fatto che lui non può più fare le sue mosse, come le spaccate. E dice che la sua capacità di eseguire sta diminuendo, significa che non può mantenere la sua fama e fortuna. Egli propone una nuova scommessa, dove la posta in gioco è l’anima dell’Autista per altri 50 anni di carriera. Avviene quindi una gara tra il Diavolo e l’Autista sulla Strip di Las Vegas all’alba. La gara si conclude con l’Autista che deviando passa intorno ad un treno, mentre l’auto del Diavolo si blocca ed esplode. Dopo aver vinto la gara, l’Autista lascia James Brown nel deserto, ma come egli va via lo vede come un giovane uomo nuovo, che poi fa un handspring. La scena finale mostra Marilyn Manson che abita in fondo al corridoio dal Diavolo, lamentando che il rumore disturba la sua lettura della Bibbia.

In un paese straniero senza nome, l’Autista guida un uomo ferito che porta una misteriosa valigetta, mentre è sotto attacco di un elicottero. Inizia così Ticker, (con Don Cheadle, Clive Owen, Ray Liotta, Murray Abraham, Robert Patrick, Cliff Powell e Dennis Heysbert, regia di John Carnahan) Durante l’attacco la valigetta viene colpita da un proiettile, provocando l’inizio del conto alla rovescia sul display, e la fuoriuscita di un liquido grigio sconosciuto dal foro del proiettile. L’Autista riesce a portare l’elicottero a cadere, ma si rifiuta di procedere senza conoscere il contenuto della valigetta danneggiata. Si scopre che l’uomo custodisce un cuore umano per il trapianto di un uomo di Stato (mostrato in uniforme militare), la cui vita e la pace sono necessarie per il mantenimento della libertà delle persone del paese. Il cuore viene consegnato in tempo dall’Autista per l’intervento chirurgico. Sono presenti anche un altro ufficiale militare di cui il passeggero aveva detto che avrebbe guidato il paese con la tirannia se il suo superiore fosse morto, e la cui uniforme corrisponde ai soldati che avevano tentato di intercettare il cuore. Gli agenti statunitensi assicurano che non può interferire con la chirurgia, ed è così costretto a rinunciare al suo tentativo di prendere il paese con la forza.

Adrenalico e con ribaltamenti, come ogni pellicola diretta da John Woo. The Hostage (con Maury Chaykin e Kathryn Morris) è divertimento allo stato puro. L’Autista è assunto dall’FBI per contribuire a disinnescare una situazione con un ostaggio. Un dipendente scontento ha rapito un’amministratrice delegata e l’ha nascosta, chiedendo 5.088.042 mila dollari. L’Autista fornisce il denaro, scrivendo la somma sulla sua mano secondo le istruzioni del sequestratore. Dopo che gli viene detto che ha la vita di una persona in mano, gli viene ordinato di bruciare i soldi. Come lui si aspetta, gli agenti federali scassinano e cercano di sottomettere l’uomo, che si spara alla testa senza rivelare dove la donna è nascosta. L’Autista poi cerca di trovare l’ostaggio prima che anneghi nel bagagliaio di una macchina che affonda. Alla fine la donna rapita si rivela essere l’amante del rapitore che schernisce mentre sta morendo in ospedale. (Fabio Schiavo)

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