CON I GOONIES SI RITORNA BAMBINI

Per i 35 anni dall’uscita in sala torna al cinema il 9, 10 e 11 dicembre I Goonies di Richard Donner.

Il 1985 è certamente un anno importante per il cinema. Grande Giove! In quel periodo si poteva andare indietro nel tempo a bordo di una Delorean evoluta che funziona a plutonio (Ritorno al futuro), o immaginarsi un futuro assurdo dove la burocrazia ha preso il sopravvento nei confronti delle nostre vite (Brazil). Per rimanere un po’ con i piedi per terra, il 1985 è l’anno dell’incontro del secolo tra Ivan Drago e lo Stallone italiano Rocky Balboa (Rocky IV), e delle eterne punizioni da scontare a scuola con persone che qualche ora prima si evitava durante la ricreazione (Breakfast Club). Il cinema a volte si trasforma in grandi avventure, come è accaduto a quattro ragazzi provenienti da una piccola città dell’Oregon, Astoria. Sono i giovani di Goon Docks, meglio conosciuti con il nome di Goonies.

Il film di Richard Donner per tre giorni sarà riproposto al cinema nella versione rimasterizzata in 4K distribuita da Warner Bros. Il 9, 10, 11 dicembre si tornerà dunque a vivere un cult assoluto del cinema per ragazzi, ispirando diversi autori che devono moltissimo a questo racconto, demogorgoni compresi. A renderlo tale è il contributo di tre talenti di questo grande mestiere. Richard Donner, conosciuto per pellicole come Il presagio, Arma Letale e Ladyhawke (uscito nello stesso anno dei Goonies) ha diretto l’esordio cinematografico di Superman, uno degli storici eroi DC Comics con protagonista Christopher Reeve.

Chris Columbus darà invece inizio a una saga che accompagnerà tre ragazzi in una storia di magia e di stregoneria amato da generazioni di lettori e spettatori di tutto il mondo. Si tratta di Harry Potter, che debuttò in sala con La pietra filosofale nel 2001, la prima volta in cui la scuola di Hogwarts si palesa in tutto il suo fascino. In questo racconto è tuttavia presente uno dei grandi elementi costitutivi del cinema di Spielberg. Gli eventi straordinari visti con l’occhio di un personaggio comune emerge già in Incontri ravvicinati del terzo tipo, anche se I Goonies può essere paragonato a due altri film del regista, E.T. e Hook, e non solo per quando riguarda la commistione tra la realtà e il suo immaginario. Le nuove generazioni (sì, Robin Williams era leggermente fuori target, ma è il pensiero che conta) vengono ritratte dall’autore come personaggi che possiedono valori positivi e universali come l’innocenza e la purezza d’animo. I ragazzi di Goon Docks sono infatti stretti da un legame di fratellanza che supera persino la più comune amicizia. La prima reazione tipica tra fratelli si palesa immediatamente alla notizia che due di loro, Mikey e Brandon Walsh (interpretati da dei giovani Sean Astin e Josh Brolin) stanno per abbandonare la casa per lasciare il posto a un campo da golf, dopo i vari tentativi familiari di saldare un debito. Amareggiati, sconfortati da ciò che potrebbe accadere nei prossimi giorni, devono trovare un modo per impedire che tutto questo accada, o quantomeno vivere un’ultima grande avventura insieme. Riusciranno persino a trovare un compromesso tra questi due punti, a dimostrazione che l’inventiva è il loro tratto caratteristico.

In soffitta, tra i vari cimeli usati per un museo gestito dal signor Walsh, troveranno una mappa e un articolo che riguardava un vecchio esploratore di nome Chester Copperpot, scomparso proprio nel tentativo di trovare un tesoro nascosto che apparteneva a un pirata Willy l’Orbo. L’intraprendenza, accompagnata dalla giusta dose di follia, porterà i Goonies a cercare davvero l’oro narrato nelle svariate leggende cittadine, ma oltre agli imprevisti che imperversano il loro lungo percorso, dovranno vedersela anche con una banda di italiani, i Fratelli, non proprio dei bravi ragazzi, a giudicare dalle prime scene del film. Dunque, siete pronti a rivivere questo cult intramontabile? Nessuna danza del ventre prima di entrare, tranquilli. (Riccardo Lo Re)