CONOSCERE SE STESSO PER STARE MEGLIO

Una filosofia di vita e di conoscenza di se stessi. Per comprendere la realtà che ci circonda e quella più interiore.

Fin dall’antichità si considerava il benessere psico fisico di una persona come un concetto unico, inscindibile e inseparabile. Un insieme che rappresentava l’uomo nella sua complessità e in ogni sua sfaccettatura. La perfetta armonia era data dal bilanciamento delle due parti, che si compendiavano e integravano, permettendo così di percepire la realtà, interiore ed esteriore, in maniera migliore e più conscia. Una filosofia di vita che accomuna realtà e civiltà distinte e distanti, Occidente e Oriente, Greci e Romani, filosofia Buddhista, Taosimo e pratica Zen. Conosciuta con nomi differenti è diventata nota in Occidente negli anni settanta grazie al dottor Jon Kabat-Zinn, dell’Università del Massachusetts con il nome di Mindfullness che la impiegò anche in ambito clinico su alcuni pazienti affetti da depressione. Da allora la Mindfulness è diventata oggetto di numerosi studi e la sua pratica è stata utilizzata come paradigma autonomo in alcune discipline mediche e psicoterapiche in ambito europeo e americano.

Il concetto di Mindfulness, è la traduzione di “sati”, che in pāli, lingua indiana della famiglia indoeuropea usata ancora oggi come lingua liturgica del Buddhismo Theravāda, significa attenzione sollecita o piena consapevolezza mentale, qualità ottenibile attraverso la meditazione. Oltre agli insegnamenti del buddhismo Theravada (vipassanā) sono presenti anche insegnamenti tratti dallo zen nipponico, (zazen) e dalla pratiche di meditazione yoga. Un metodo, quindi, che serve a prestare attenzione, momento per momento, all’ hic et nunc, (qui ed ora), al presente, in modo intenzionale e non giudicante,. Sviluppando così un modo e un’attitudine consapevole per risolvere (o prevenire) la sofferenza interiore raggiungendo un’accettazione di sé attraverso una maggiore consapevolezza della propria esperienza. Esperienza che comprende: sensazioni, percezioni, impulsi, emozioni, pensieri, parole, azioni e relazioni. Punto di arrivo diventa il perfetto equilibrio che si ottiene attraverso esercizi di meditazione e di respirazione riducendo la sofferenza interna ed esterna causa di stress e dolore. Osservandoci e conoscendoci potremo perciò superare le dicotomie negative che la società ci mette davanti ogni giorno e ci costringe ad affrontare, quelle tra il desiderato e il reale, tra il voler essere e lo stato effettivo. Questa tensione continua, una lotta inane ci blocca non permettendoci di superare la tensione continua, in cui siamo costretti a vivere, sospesi tra nostalgia del passato e angoscia del futuro. Immobilizzati in uno stallo che creerà ulteriore stress. Invece, imparando a conoscersi, γνῶθι σαυτόν, (conosci te stesso, la massima religiosa greco antica iscritta sul frontale del tempio di Appolo a Delfi) eviteremo di credere che i pensieri indotti siano una realtà universale a cui dover far fronte, su cui siamo giudicati e di cui temiamo la forza. Con la Mindfullness si arriva così a riconoscere i propri pensieri e a classificarli nella maniera più corretta, in modo diverso dal solito, e a classificarli meglio, distinguendoli dal piano intersecante della realtà e di cogliere, con maggior prontezza, l’insorgenza di pensieri negativi che contribuiscono al malessere emotivo. E, soprattutto, psichico. Perchè la sofferenza interiore si riflette sull’esterno. E viceversa. E quindi la Mindfullness diventa un valido aiuto per superare l’ansia e gli stati di depressione e disagio.

Un metodo “dolce” e non invasivo che permette di sconfiggere in maniera consapevole tutti quei pensieri improduttivi che provocano un meccanismo negativo e involutivo di autoaccusa e autobiasimo che porta la persona a diventare il peggior nemico di se stesso, invece di esserne il miglior alleato. Una strategia che grazie all’allenamento continuo permetterà di affinare l’attenzione verso questi meccanismi che deteriorano l’umore e depotenziano le capacità di ripresa psicologica. Comprendendo che tutto ciò è solo un nostro pensiero negativo e che nella realtà non accadrà alcunché di preoccupante, potremmo estirpare alla radice l’innescarsi di questo meccanismo che, come sappiamo, può comportare parecchi problemi. Il cambiamento di prospettiva e di stato genererà così la capacità di distaccarsi, se necessario, dai pensieri, osservandoli con chiarezza, un distacco che promuovendo le esperienze di accoglimento del presente, aiuta una comprensione più ampia e delicata delle difficoltà e di tolleranza delle emozioni e delle percezioni negative quali esperienze da includere ed attraversare con equanimità nel proprio percorso esistenziale. Una via al benessere fondata su una capacità innata ma che va coltivata con disciplina giorno dopo giorno.