DEFENDER, LA STORIA DI UN MITO

Una off road made in Britain iconica e versatile. Capace di trasformasi secondo le esigenze e a rimanere attuale. Fino ai giorni nostri.

Il prototipo è del 1947, realizzato su un pianale della Willys e venne soprannominato Centre Steer, perché aveva il volante al centro del veicolo, la carrozzeria in lega di alluminio e magnesio l’acciaio, razionato, viene preso in considerazione solo per il telaio, per la paratia tra l’abitacolo e il propulsore e per i rinforzi tra un pannello e l’altro. Seguirono modifiche che portarono al primo modello presentato il 30 aprile de 1948 all’Amsterdam Motor Show, catturando subito l’attenzione e l’interesse per la versatilità del mezzo. Da allora il Defender ha cambiato “pelle” tantissime volte, con un design rimasto pressoché fedele all’originale di partenza, Un’auto che ha saputo adattarsi alle circostanze e alle richieste dei clienti e a “percepire” il ritmo e il cambiamenti dei tempi. E delle mode. Un mezzo che si potrebbe definire l’epitome del classico stile inglese. Tradizionale. E affidabile che quest’anno, però, con il nuovo modello 2020 subirà una radicale trasformazione. Infatti il nuovo Defender 2020, atteso spite al 68simo Salone dell’Auto di Francoforte (12-22 settembre) assumerà un aspetto radicalmente diverso dai Defender della generazione precedente con un design più vicino agli attuali modelli Range Rover.

E così diventa interessante ricordare alcuni dei modelli più bizzarri o poco conosciuti di un fuoristradista che ha fatto sognare generazioni di automobilisti. Oltre a ricordare alcuni divertenti aneddoti e leggende.

Il primo Land Rover dei fratelli Wilks a uscire dallo stabilimento di Solihull era una sorta di trattore lento e rumoroso, ma dal fascino incredibile. La serie prodotta dl 1948 fino al 1958 aveva trazione integrale e, all’inizio, un 4 cilindri a benzina da 1595cc da 50cv. L’anno successivo arrivò il modello station wagon e nel ’52 la cilindrata aumentò a 1997cc. Seguirono diverse variazioni fino al 1957 quando fu al motore a benzina venne affiancato uno diesel da 2052cc. Il successo è immediato e così seguono la serie II, la IIa e, successivamente la III. La II aveva sempre il classico diesel ma il benzina passava a 2286cc. Il cambio aveva 4 marce, di cui solo la 3 e la 4 sincronizzate. La trasmissione aveva la trazione posteriore fissa e quella anche sulle ruote anteriori inseribile manualmente tramite un pomello sulla destra della leva del cambio. Un’altra leva consentiva di inserire il riduttore per la marcia su terreni accidentati. Nel 1961 venne presentata la Serie IIA, con alcuni particolari modificati e un nuovo 4 cilindri diesel 2286cm³. Nel 1968 i fari furono spostati sui parafanghi per venire incontro alle norme dei codici della strada di alcune nazioni europee. La serie II prevedeva ulteriori cambi di motorizzazioni con un modello diesel a 4 cilindri da 2286cc e tre a benzina, da 4cilindri e 2286cc, 6 cilindri 2625cc e un 8 cilindri da 3528cc. La Land diventa qualcosa di più di una semplice off road ma una macchina dai più diversi impieghi, civili e militari.
Come il classico furgone del gelataio tipico delle cittadine inglesi e anche a Londra
O anche un camion per trasportare fusti di birra.
Senza dimenticare la sua anima militare di jeep molto british capace di adattarsi ad ogni situazione.
E che dire della sua vocazione di portare viaggiatoti ed esploratori in luoghi dove sembrare impossibile giungere? Come è avvenuto con la spedizione Estremo Oriente Oxford e Cambridge del 1955-56 dove furono usate delle station wagon della serie I molto diversi dal precedente modello di Tickford, essendo costruiti con pannelli di alluminio imbullonati. Il viaggio, intrapreso da sei studenti universitari di Oxford e Cambridge partì da Hyde Park a Londra, il 1 ° settembre 1955, e attraversò Francia, Monaco, Germania, Austria, Jugoslavia, Grecia, Turchia, Siria, Iraq, Iran, Afghanistan, Pakistan, India, Nepal, Birmania, Tailandia, Malaya e arrivando a Singapore il 6 marzo 1956, dopo sei mesi e sei giorni, e oltre 18.000 miglia, circa 29mila chilometri.
O il passo lungo, 109, Forest Rover costruita dalla Roadless Traction of Hounslow, che principalmente convertivano trattori a quattro ruote motrici, per aziende e società che necessitavano di un veicolo con trazione eccellente e altezza libera dal suolo come la Forestry Commission.
Senza dimenticare il classico Lightweight military patrol
La versione desert
E quella destinata alle truppe d’élite, il Pathfnder Platoon con la versione Pathfinder LVRP, Long Range Patrol Vehicle, veicolo per pattugliamenti a lungo raggio.
O un Utility truck.
E anche un Forward control, una sorta di furgonetta d uso dell’esercito.
O i vari cingolati per esplorazioni, come ad esempio quelli nelle regioni artiche.
E poi ci sono Off road che possono diventare camion.
E quelli impiegati come veicoli radiocomandati da impiegare in zone pericolose.
Per non dire della classica versione pick up.
E quando si parla di pericolo non si può citare James Bond anche lui ammaliato dalla Defender anche se era la macchina dei villain nel film Spectre del 2015 diretto da Sam Mendes e con Daniel Craig nel ruolo del famoso agente segreto. Per la pellicola alcuni modelli fortemente modificate del Land Rover Defender (e della Range Rover Sport SVR furono costruite dalla divisione Special Operations dotandole di grandi pneumatici fuoristrada da 37” progettati per i terreni più estremi, sospensioni su misura e una protezione della carrozzeria superiore.
Una passione che è proseguita, dato che anche nell’ultimo film dell’agente 007, No time To Die, che ha scelto per alcune location Puglia e Basilicata, è presente un Defender, in versione 202o quella che sarà presentata Francoforte di cui mostriamo una versione “camuffata”
E poi dato che in casa Defender piace sroprenedre ecco due variazioni sul tema, la DC 100 presentata a Francoforte nel 2011 una concept car in due versioni , chiusa e open air la Defender DC100 Sport, che come la gemella a tetto rigido anticipava alcune delle soluzioni stilistiche e delle tecnologie che saranno viste in seguito
E infine per i più piccoli c’è la Defender Pedal car presentata come concept a Francoforte nel 2015, una special collector’s edition creata per celebrare i 60 anni dell’iconico Defender e commercializzata come pezzo da collezione per veri appassionati di Land Rover. Il mezzo permetteva al giovane guidatore di pedalare sia in avanti sia all’indietro, mentre una sospensione a molla e freni di di stazionamento consentivano al piccolo driver di affrontare molte grandi avventure.

CURIOSITÁ
IL MARCHIO OVALE E LA SABBIA
Sulla Defender circolano varie leggende. Una sostiene che il primo schizzo della Land sia stata tracciata sulla sabbia di Red Wharf Bay, l’altra dice che l’idea del logo ovale richiamasse il coperchio di una scatola di sardine mangiata in fase di test. Poi ‘è quella che riguarda la serie III quando nel 1971 nel frontale, con tutti i gruppi ottici sui parafanghi e i fari incassati, la griglia del radiatore in metallo viene sostituita con l’ABS, una decisione che creò disappunto tra gli australiani, che la utilizzavano per cuocere le bistecche sui fuochi da campo.