SELF-DRIVE OR DRIVER-ASSISTED, THE DILEMMA

AHelp or in some cases, replace the driver for certain functions, like parking? The answer with BMW’s Personal CoPilot systems

Jules Verne had imagined it in his novel, Paris in the Twentieth Century. A world of glass skyscrapers, high-speed trains, powerful and super-fast computers, a global communications network able to transmit sounds and pictures in real time from one end of the planet to the other. And cars that self-drove using gas-fuelled engines instead of heat engines. The majority of those predictions have come true. The one about cars, only in part. While there are no gas-fuelled cars, self-drive vehicles, or at least, driver-assisted ones, do exist. Two terms that are often confused or create confusion. Let’s try to clarify them. Remembering that the objective is still, in any case, the safety of all road-users, those moving on wheels and those on foot, and that, undoubtedly, a self-drive vehicle can pay attention to things that are beyond a human’s physically capacity and, being a machine, never gets tired or becomes distracted.
The driver-assisted system helps or, in some cases, replaces the driver in certain functions, like, for example, parking and as BMW’s Personal Co-Pilot systems do. Then we go to the next level, that is, partial automation, where cars equipped with steering r assistance for lane control, can brake or accelerate and control the steering wheel.
The next step is conditioned automation where a vehicle can drive itself along selected or pre-arranged routes or those technically defined as “protected” like, for example, some motorways, even if the driver can immediately resume control whenever he so desires. For several years now, BMW’s test vehicles have been trying out conditioned self-drive systems on some public roads in order to make them a reality for customers by 2021.
High-automation, on the other hand, is when the vehicle is able to autonomously deal with a reasonably busy urban route, as Tesla is also currently experimenting, and in situations considered as complicated or problematic, such as roadworks blocking the road or an obstacle that suddenly appears in front of the car.

The last level, the one which every manufacturer is striving for and which will be the next objective is complete and total automation. While the most ambitious, it is also the most stimulating from every angle in terms of research and engineering ability. It implicates that the vehicle will take full control of all the driving and decisional functions involved in the situation. This could mean that licences and driving documents will become obsolete and all those inside the vehicle will simply be passengers who can spend their travel time doing whatever they want.
The argument at this point also implies, however, a series of ethical and moral questions, like, for example, the vehicle’s behaviour, or rather, the behaviour of the software that is managing the situation ahead and making the choices. And so, which guidelines are they to be given in a situation in which there is a high probability, if not a certainty, of there being victims? Should the physical wellbeing of those on-board take priority over those on the outside, such as one or more pedestrians? And, what if the latter were being imprudent or irresponsible? The debate is open and the road is still very long. (Fabio Schiavo)

GUIDA AUTONOMA O ASSISTITA, IL DILEMMA

Aiutare o in alcuni casi, sostituire il pilota in alcune funzioni, come il posteggio? La risposta con i sistemi Personal CoPilot della BMW

Jules Verne lo aveva immaginato nel suo romanzo, Parigi nel XX secolo. Un mondo di grattacieli di vetro, treni ad alta velocità, calcolatori potentissimi e velocissimi, una rete di comunicazioni mondiale in grado di trasmettere in tempo reale suoni e immagini da un capo all’altro del pianeta. E automobili che si muovevano anche autonomamente, ma senza sfruttare i motori termici, bensì il gas. La maggior parte di quelle previsioni si è avverata. Quella riguardante i veicoli, in parte. Se non ci sono automobili a gas, per lo meno non a breve però esistono quelle a guida autonoma. O assistita. Due termini che spesso si confondo e creano confusione. Cerchiamo di fare un poco di chiarezza. Ricordando che l’obiettivo rimane comunque, quello della sicurezza, per tutti gli utenti della strada, sia quelli che si muovono su ruote sia quelli a piedi e che, indubbiamente, un veicolo a guida autonoma può fare attenzione a cose a cui gli umani fisicamente non possono, e non è mai stanco o distratto in quanto macchina.

La guida assistita è quella che aiuta o in alcuni casi sostituisce il pilota in alcune funzioni, come il posteggio, per esempio, come i sistemi Personal CoPilot della Bmw. Da qui si passa a un livello successivo, quello dell’automazione parziale, dove le auto dotate di assistente allo sterzo r al controllo di corsia riescono a frenare o ad accelerare e a controllare il volante.
Lo step successivo è la automazione condizionata dove un veicolo può guidare autonomamente in percorsi selezionati e predisposti, o tecnicamente definiti “protetti” come ad esempio alcune autostrade, anche se il guidatore ha la facoltà e la possibilità di riassumere la guida quando lo desidera immediatamente. Sono già alcuni anni che i veicoli di ricerca BMW testano la guida autonoma condizionata su strade pubbliche, al fine di rendere tutto questo una realtà anche per i clienti entro il 2021.

L’alta automazione, invece, è quando il veicolo è in gradi di affrontare, in maniera autonoma, situazioni di percorso urbano, più o meno trafficate, come sta sperimentando la Tesla, e in situazioni considerate complicate o problematiche, come un cantiere che sbarra la strada o un ostacolo improvviso che si presenta davanti al veicolo.
L’ultimo livello, quello cui tutti i costruttori stanno tendendo e che sarà il prossimo obiettivo è il più ambizioso, ma anche il più stimolante sotto ogni punto di vista, della ricerca e della capacità ingegneristica e cioè della completa e totale automazione: ciò implica che il veicolo si assuma completamente tutte le funzioni di guida e decisionali del caso. Diventano così inutili licenze o patenti di guida e tutti coloro che si trovano all’interno del veicolo sono semplicemente dei passeggeri, che possono impiegare il tempo del trasporto nel mondo che più li aggrada.
Il discorso fin qui affrontato implica, però, anche una serie di questioni etiche e morali, come, per esempio, il comportamento della vettura, o meglio del software che la gestisce in caso che si trovi di fronte a fare delle scelta. E quindi, quali direttive impartirgli in un’ipotesi con alte probabilità, se non di certezza di avere delle vittime. Bisognerà privilegiare la salute fisica di chi è a bordo o chi si trova fuori da essa, come uno o più pedoni? E se questi ultimi fossero imprudenti o irresponsabili? Il dibattito è aperto e la strada da percorrere è ancora lunga. (Fabio Schiavo)