JOKER IN ANTEPRIMA A VENEZIA 76

Il film diretto da Todd Phillips sarà in concorso alla 76° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Chi lo avrebbe mai detto che un cinecomic sarebbe un giorno riuscito nella incredibile impresa di entrare tra i titoli in concorso di una Mostra prestigiosa come quella di Venezia? Sarà stato il sorriso “rassicurante” di Joaquin Phoenix (l’anno scorso presente al Lido con il western I fratelli Sisters, Leone d’argento per la miglior regia) in Joker ad aver convinto il direttore Alberto Barbera a inserirlo nel programma di Venezia 76. Chi lo sa. Quello che è certo è che Warner Bros. ha compiuto un piccolo passo che può sembrare insignificante per chi già riconosce in questo genere una maturazione drammaturgica e stilistica, ma che è invece importante per i detrattori che non vedono di buon occhio la realizzazione massiccia di questi racconti. Se da un lato la serializzazione del cinema ha permesso la nascita di svariati universi narrativi che si alimentano grazie agli “episodi” distribuiti in sala, dall’altro lato il pubblico sta chiedendo al cinema anche una serie di film dall’impronta più profonda, andando a trattare delle tematiche che il cinecomic tradizionale, per diversi motivi, non ha mai affrontato.

Il fatto che una Mostra come Venezia abbia captato questo leggero mutamento aumenta ancora di più l’attesa verso questo standalone diretto dal regista Todd Phillips, iniziata da un breve video dove veniva mostrato per la prima volta di Arthur Fleck accompagnato da alcune immagini del film sullo sfondo e sul corpo del personaggio, e da un brano Laughing dei The Guess Who, che sembra essere scritto apposta per questa storia, nonostante i suoi 50 anni di vita. “I should laugh, but I cry” (Dovrei ridere, ma piango), è l’inizio del brano e probabilmente della storia di Arthur, un uomo che dovrebbe trasmettere serenità e felicità al mondo che lo circonda, visto il mestiere che lo vede truccato e vestito come un saltimbanco. Ma è la sua opportunità, e bisogna coglierla. Questo vale anche per la maschera che indossa Phoenix, perché per la prima volta nella sua storia, se si tralasciasse per un attimo L’uomo che ride (1928), il film che ha ispirato questa figura nel fumetto DC, il Joker ha il palcoscenico tutto per sé. Il cavaliere oscuro non è contemplato in questo capitolo cinematografico, perché al centro di questa vicenda è il suo storico nemico che tenta di emergere da una società che non vuole saperne di lui. L’unico a credere in Arthur è la madre, come si evince nel breve trailer circolato nei giorni scorsi, ma si sa che la figura materna spesso cerca di sostenere le ambizioni del figlio. “Mia madre mi diceva sempre di sorridere e mettere una faccia felice. Mi dice che ho uno scopo: portare risate e gioia nel mondo”.

E se ha del talento, bisogna quindi manifestarlo in qualche modo, anche se questo significa compiere una follia come Robert De Niro in Re per una notte di Martin Scorsese (per altro presente proprio in Joker nel ruolo di Franklin) come a sottolineare i riferimenti che Phillips vuole inserire in questo tentativo (si spera riuscito) di cinecomic d’autore, Taxi Driver compreso. Nel cast saranno presenti inoltre Zazie Beetz (Deadpool 2), Frances Conroy (American Horror Story), Marc Maron (GLOW), Bill Camp (Molly’s Game), Glenn Fleshler (Billions) Shea Whigham (First Man – Il primo uomo) Brett Cullen (Narcos), Douglas Hodge (Penny Dreadful) e Josh Pais. Joker, prodotto dallo stesso Phillips con Bradley Cooper e Emma Tillinger Koskoff, uscirà nelle sale italiane il 3 ottobre. (Riccardo Lo Re)