La Stagione teatrale all’Ama di Arzachena

Un programma ricco di grandi pièce teatrali dal 21 gennaio 2020 all’Auditorium multidisciplinare Arzachena.

Dopo il cinema, ora tocca al teatro. L’AMA, l’Auditorium multidisciplinare Arzachena, ha presentato di recente la nuova stagione teatrale che partirà dal 21 gennaio e si chiuderà il 25 aprile. L’inaugurazione avverrà con uno spettacolo irriverente, scritto e diretto Alessandro Bardani.

La più meglio gioventù (21 gennaio) ricorda una delle opere cinematografiche più conosciute di Marco Tullio Giordana, un racconto generazionale che unisce il dramma con alcune riflessioni di carattere sociale. Quel “più” che emerge nel titolo aggiunge invece un tocco leggero alla pièce teatrale, che si preannuncia pungente sin dalle prime battute. Seduto al tavolino non ci sarà solo Bardani, ma anche Francesco Montanari, visto di recente nella serie di Rai 2 Il cacciatore. Sono due personaggi che cercano spiegazioni, e che non mancheranno di discutere apertamente. «Dobbiamo sistemare le cose… Ma domani però, tanto c’è tempo…». È una frase che, in mezzo a questa raffica di battute dissacranti, dovrebbe rappresentare la soluzione di fronte alle ansie e alle frenesie della società attuale. Ma con la dovuta calma, perché sono in programma altri spettacoli ad Arzachena.

Randagi (29 gennaio) è un dramma diretto da Roberto Cavosi. La passione per il karaoke è ciò che accomuna un gruppo di amici, colpito improvvisamente da un evento che cambierà il corso della storia. Annalisa, più giovane di loro, viene rapita lasciando il posto a un dolore che minerà la stabilità interna del gruppo. Esiste la benché minima possibilità che ritrovino la felicità perduta?

Ad Arzachena si parlerà anche di potere. Riccardo 3 – l’avversario (12 febbraio) è tuttavia una trasposizione liberamente ispirata Riccardo III di William Shakespeare. Il primo indizio che lo distanzia dal classico è la scenografia, che, a giudicare dal bianco e dal verde, ricorda un ospedale moderno. Sopra a quello che dovrebbe essere un trono, Enzo Vetrano incarna il crudele Riccardo, spinto dal desiderio di indossare la corona a tutti i costi. Mentre tutto ciò avviene, la finzione si andrà a mischiare con la realtà, raffigurata dal letto, uno specchio, e una sedia a rotelle che funge da un piedistallo che rappresenterà la sua caduta.

Rock and Resilienza (4 marzo) è invece tratto dall’omonimo libro di Paola Maugeri, storica firma televisiva di MTV e attualmente conduttrice radiofonica su Virgin Radio. Lo spettacolo è un grande excursus sulla carriera della giornalista, che porterà sul palco alcuni degli incontri che più l’hanno segnata, da Roger Waters a Lou Reed fino a Laurie Anderson, gli U2 e i Coldplay. Il tutto farcito da alcuni spazi musicali dove lei stessa suonerà e canterà alcuni brani.

E pensare che c’era Giorgio Gaber (17 marzo) è uno show ideato del giornalista e scrittore Andrea Scanzi, raccontando la figura teatrale di Giorgio Gaber, quello dei grandi monologhi provocatori, acuti e ancora oggi di grande attualità. Il Gaber di Scanzi affronta il coraggio di lasciare la televisione, entrando nel mito dei grandi autori della storia italiana.

A proposito di sfide, anche lo sport entra nel cartellone teatrale con Maratona di New York (29 marzo), una corsa di resistenza e che parta di esistenza.  Fiona May e Luisa Cattaneo, per la regia di Andrea Bruno Savelli, interpretano rispettivamente i ruoli di due donne. La prima, con le idee chiare; la seconda, più insicura, terrorizzata e ancorata al passato. La corsa, in tutte e due le sue diverse accezioni, non è mai lineare, ma è un percorso ad ostacoli che si può affrontare anche insieme, in nome dell’amicizia e dell’umanità.

In Bestie Feroci (8 aprile) di Fabio Marceddu e Antonello Murgia utilizzano invece la chitarra e il piano legando i brani più disparati. La loro inventiva sta nel conferire un senso alle parole, raccontando le contraddizioni e la “meraviglia” del nostro tempo.

A chiudere il programma Io non farò la mia fine (22 – 23 – 24 – 25 aprile), una storia che mette al centro una madre tenace che cercherà in tutti i modi di dorare a suo figlio, nato con una sindrome di Down, una vita dignitosa, lontana dalle ipocrisie e dalle difficoltà che si manifestano nella società.

Riccardo Lo Re