Morcheeba – 6 Luglio

MORCHEEBA, LA RIVINCITA DEL TRIP HOP

Meno cupi della corrente trip hop di Bristol, i Morcheeba, gruppo di culto della gioventù, ma non solo, inglese che ama le serate dancefloor, sono stilosi quanto basta. Ma senza esagerare. Qualcosa di più di una band, la rappresentazione sonora di come la musica sia molto di più di una semplice sensazione di ascolto. Dal vivo, poi, sono la perfetta immagine della coolness britannica. E una macchina perfetta che lascia senza fiato, con stage act incredibile, grazie soprattutto alla Skye e grande attenzione alla qualità. Non per nulla Ross Godfrey non si stanca mai di ripetere: «Le nostre influenze vanno dal blues degli anni ’50, al rock psychedelico dei ’60, al dub reggae dei ’70 fino all’elettronica degli ’80 o all’hip hop degli anni ’90».

MORCHEEBA LIVE – REVIEW

Fin dall’inizio i Morcheeba rimangono fedeli alle loro dichiarazioni e partono subito con il botto: a Who can You Trust? uscito nel 1996 con l’intrigante singolo, Trigger Hippie, diventato un immediato successo, segue Big Calm nel 1998, disco d’oro in Canada e platino in Uk e Francia. Grazie anche a Blindfold e Part of Process. E a degli intriganti video. Infatti oltre alla musica anche la visualizzazione è parte importante del loro progetto. Il vero punto di svolta arriva nel 2000 con Frangments of Freedom che contiene la hit Rome Wasn’t Built in a Day. Trasformazioni stilistiche, più o meno accettate dalla fan base e cambi di formazione – l’uscita e il rientro della cantante Skye, sostituita nel periodo vacante da vari altri artisti fra cui la follk singer Judie Tzuke, il chitarrista cantante Bradley Burgess e la francese Manda (Amanda Zamolo) con cui i Morcheeba suoneranno dal vivo – non mutano la loro anima. Neanche adesso che dei membri fondatori sono rimasti solo la Edward e Ross Godfrey. Tra loro rimane una naturale armonia evidente soprattutto durante i live show. I due, coadiuvati da una band, quasi familiare, s’intendono senza nemmeno guardarsi. La forza dell’esperienza. E della passione per la musica.

Il set comprende hit che abbracciano 25 anni di carriera e oltre al brani storici come Friction e The Sea saranno eseguiti anche estratti dall’ultimo disco, fra cui quello che da il titolo al lavoro, It’s Summertime e Never Undo senza dimenticare la cover di Let’s Dance di David Bowie. E poi ancora Rome Wasn’t Built in a Day e Part of The Process come se la serata non dovesse finire mai e tutto fosse un’unica ed eterna festa, perché “in this day and age it’s so easy to stress,/’Cause people act strange and you can never second guess”.