QUALE SARÀ IL FUTURO DELLA FORMULA 1?

L’opinione di Dany Bahar, responsabile di Ares Design con un passato nel mondo dei motori, occupandosi dello sviluppo della scuderia Red Bull e Toro Rosso

Domanda piena di incognite. Ma la scommessa è stata accettata, in attesa dei primi gran premi che si terranno nel 2022. La Formula 1 ha deciso di cambiare il proprio regolamento, una rivoluzione nel settore di cui già si vedono i primi effetti in questa grande stagione.

Le novità 2021

Nonostante, infatti, il periodo critico che lo sport, non solo i motori, sta affrontando, certi cambiamenti si sono fatti sentire, a cominciare dal comparto tecnico della vettura. L’aumento del peso delle singole monoposto, le diverse limitazioni per quanti riguarda i costi (il cosiddetto Cost Cap) sono solo alcune delle modifiche attuate dalla Formula 1. Come spiega Dany Bahar di Ares Design, ci sono stati ulteriori interventi che hanno riguardato laerodinamica, «ideate per ridurre i livelli di deportanza», le mescole di pneumatici con una maggiore resistenza rispetto all’asfalto, e un programma di testing ridotto lasciando poco tempo agli ingegneri per perfezionare la propria auto in vista della domenica.

Formula 1

I dubbi di Dany Bahar

I risultati sembrerebbero andare verso la giusta direzione, non tanto per i piloti, quanto per lo spettacolo della Formula 1. Come si è visto in queste prime sei gare, si è formato, al momento, un equilibro tra due grandi outsider, Lewis Hamilton (3 vittorie) e Max Verstappen (2), e due squadre a contendersi il titolo mondiale: Mercedes e Red Bull Racing-Honda. Eppure, Dany Bahar, responsabile all’epoca della scuderia Red Bull e Toro Rosso, ritiene che l’intervento dell’organo di controllo della F1, può rappresentare nel tempo un’arma a doppio taglio, dicendosi certo che esistano strade migliori per riportare lappeal verso questo sport. «Credo che lo show debba coinvolgere attivamente gli spettatori e la visione che viene data loro di come le squadre di F1 lavorino effettivamente dietro le quinte. Si tratta di rendere i piloti più accessibili, avvicinabili, ma anche di rendere più accessibili le persone e le squadre e i circuiti che esistono in F1 – e di fatto la rendono possibile». Un piccolo passo sotto questo aspetto è stato compiuto grazie alla collaborazione di Netflix nella realizzazione della docuserie Formula 1: Drive to Survive, che esce subito dopo la fine del campionato. In mezzo, però, c’è un abisso che è ancora tutto da riempire per rendere lo spazio del paddock accessibile al pubblico più giovane, che vuole di certo essere coinvolta dalle prove libere fino al semaforo verde.

In vista del 2022

La vera rivoluzione sarà domani, quando dal 2022 scatteranno dalla griglia di partenza delle monoposto totalmente rinnovate, a cominciare dal loro aspetto originario fino ad arrivare al ritorno dell’effetto suolo, dopo essere stato escluso più di trent’anni fa per motivi di sicurezza. In questi giorni si stanno facendo i primi testi con le nuove mescole di pneumatici da 18”, che avranno di certo un impatto sull’esito delle prossime gare e della singola prestazione del pilota. Se sul lato tecnico saranno i numeri a dare ragione alle scelte intraprese, dal punto di vista sportivo le tempistiche adottate permetteranno a tutti i partecipanti alla Formula 1 di gestire al meglio le proprie risorse, preparandosi al nuovo campionato con le stesse possibilità delle altre scuderie.

Formula 1

«Gli organizzatori della F1 hanno fatto la cosa giusta annunciando la fine di un’era in questo sport – conclude Dany Bahar – permettendo alle squadre di prepararsi per quando i nuovi regolamenti tecnici entreranno in vigore il prossimo anno. È importante sottolineare che si tratta di cambiamenti che non danno un vantaggio o uno svantaggio a nessuna squadra e questa è una buona mossa. Spero che le nuove regole significhino che vedremo gare ancora più emozionanti e non con solo due piloti, sempre gli stessi, a darsi battaglia al vertice, ma, piuttosto, con quattro o cinque squadre che lottano per la vittoria. Sarebbe simile a quello che si vede ora in mezzo al gruppo, dove le squadre dalla terza alla sesta piazza si stanno dando battaglia e ognuna di loro potrebbe infine prevalere». (Riccardo Lo Re)