Un futuro sempre più green

Jaguar Land Rover e il partner BASF stanno studiando una soluzione per affrontare la sfida dei rifiuti in plastica.

Jaguar/Land Rover insieme con la tedesca Basf per un futuro migliore e più sostenibile. È un progetto pilota creato dal costruttore britannico che, in collaborazione con una delle più grandi compagnie chimiche del mondo e si chiama ChemCycling e prevede la raccolta dei rifiuti plastici per riciclarli in materiale pregiato potenzialmente impiegabile nei futuri modelli del brand automobilistico. Secondo una ricerca pubblicata su Science Advances nel 2017 stima che nel 2050 i rifiuti in plastica supereranno, globalmente, le 12 milioni di tonnellate. Oggi non tutta questa plastica può essere riciclata nell’industria automobilistica, e il motivo principale sta nel fatto che in questo settore numerosi componenti devono ottemperare ai severi standard di sicurezza e qualità richiesti ai veicoli sui quali vengono montati.
Un problema a cui urge dare una soluzione. Il concetto di base è quello dell’upcycling, ovvero un processo di conversione creativo e migliorativo di materie prime di scarto e/o prodotti dismessi in oggetti inediti, che acquistano così nuovo valore. E così i rifiuti domestici in plastica, destinati agli inceneritori o alle discariche, sono trasformati in olio di pirolisi, un materiale crudo secondario, grazie ad un procedimento termochimico: quest’olio, poi, viene poi immesso nella catena di produzione BASF come sostituto delle risorse fossili. Il risultato finale è un materiale di alta qualità che replica le prestazioni e la qualità della plastica “vergine”. Come la plastica tradizionale, anche questo materiale può essere temprato e colorato e dunque è applicabile nella produzione delle plance e delle superfici esterne dei veicoli Jaguar e Land Rover di prossima generazione. Tanto è vero che il Gruppo automobilistico inglese è già al lavoro per utilizzare questo materiale sui prototipi: in particolare, JLR e BASF lo stanno sperimentando in un sovrastampaggio del supporto frontale di un prototipo di Jaguar I-PAC per verificare che ottemperi ai severi standard di sicurezza del componente originale. Nell’attesa dei risultati dei test e considerando il progresso necessario per portare il riciclo chimico ad essere pronto per il mercato, l’adozione del nuovo materiale pregiato significherebbe la possibilità per Jaguar Land Rover di usare plastiche riciclate su tutti i suoi modelli senza comprometterne la qualità o la sicurezza.
«Le plastiche sono vitali nella produzione automobilistica – spiega Chris Brown, Senior Sustainability Manager di Jaguar Land Rover – e presentano comprovati vantaggi nella fase di utilizzo, ma i rifiuti in plastica restano una grande sfida mondiale. La soluzione di questo problema richiede innovazione e un pensiero coordinato fra chi stabilisce le regole, il costruttore ed i fornitori. Incrementiamo progressivamente l’impiego dei contenuti riciclati nei nostri veicoli, eliminiamo le plastiche monouso da tutte le nostre attività e riduciamo gli sprechi in tutto il ciclo di vita dei prodotti. La collaborazione con la BASF è solo uno dei modi coi quali portiamo avanti il nostro impegno di operare in un’economia circolare». Un ulteriore passo verso la vision Jaguar/Land Rover di un futuro Destination Zero. Un’ attenzione verso l’ecosistema che Jaguar/Land Rover ha trasformato in un impegno: ha già superato il proprio target 2020 di Zero rifiuti in discarica per le attività nel Regno Unito rimuovendo 1,3 milioni di metri quadrati di plastica dalle proprie linee e sostituendo 14 milioni di oggetti di plastica monouso dai processi operativi.