Bowland

Origini mediorientali, ma base e studi europei. La rivelazione di X-Factor è guidata da un trio che punta musicalmente ai Territori Alti

Suono ipnotico. Sono i Bowland, rivelazione di X-Factor, dove si sono piazzati quarti, con il loro sound, definito “erotico” da Mara Maionchi, uno dei giudici del contest. Un progetto artistico a tutto campo, in cui grafica e musica, “disegnano”, è il caso di dirlo, atmosfere in stile trip hop e sonorità elettroniche evanescenti e dove la voce della cantante diventa una sorta di filo conduttore verso mondi sonori inesplorati. Il gruppo, di origini iraniane, è composto dal trentacinquenne chitarrista, basso e tastierista Saeed Aman, dal trentaquattrenne Pejman Fani, che si occupa dei ritmi e sonorità varie e Leila Mostofi, trent’anni, voce e altri strumenti. I tre, già amici di liceo a Teheran, si ritrovano a studiare a Firenze. Tra una chiacchierata e l’altra prende corpo l’idea di fare musica recuperando le fila di un discorso che era già in essere in patria, come ha spiegato in un’intervista Saeed Aman: «Ci ha ispirato la passione per la musica e l’ascolto, abbiamo influenze musicali molto vicine e siamo cresciuti insieme ascoltando le stesse cose quando eravamo adolescenti in Iran». E così decidono di partire con il progetto BowLand che fin dal nome definisce le loro aspettative, come ha raccontato la cantante: «Bow in farsi significa “alto” e quindi unendolo alla parola inglese Land abbiamo creato un termine che potrebbe dire tradurre Territori Alti, nel senso spirituale e musicale», un paese immaginario in cui atmosfera rispecchia quella della musica della band e la cui «immagine verrà creata e sviluppata nel tempo attraverso le illustrazioni e le animazioni realizzate di volta in volta durante le esibizioni», ha spiegato Pejman Fani.

Colti ed eleganti i Bowland creano la loro musica in maniera artigianale partendo dalla voglia di divertire e divertirsi. Due dischi usciti, l’auto prodotto Floating Trip, nel 2017 e, l’anno scorso, l’EP Bubble of Dreams, dal vivo propongono pezzi originali e inediti, cover, atmosfere ambient e fluttuanti con tocchi dance floor in stile club house inglese. Il brano al suo interno, Don’t Stop Me, l’inedito dei BowLand presentato ad X Factor e prodotto da Pino “Pinaxa” Pischetola, ha già ottenuto più di un 1 milione di stream su Spotify e oltre mezzo milione di visualizzazioni su YouTube.